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Urban Trail de "Lamber" Parque - UTLP PDF Stampa E-mail
Scritto da Jerid   
Domenica 17 Gennaio 2016 20:06
In una domenica invernale difficile da dimenticare per la qualità delle condizioni atmosferiche (cielo terso, sole potente capace di esaltare il paesaggio in 3D, freddo intenso ma secco e solo un poco di vento) due esploratori artici di Corsa Continua - il Barba e Jerid, attrezzati con adeguati mezzi di rilevazione delle distanze, detti Garmin - si sono dedicati alla ricognizione di un nuovo percorso di 17 Km, "omologandolo" a beneficio di tutti i corsaioli e dei loro eredi, per i secoli a venire: l'UTLP - Urban Trail de Lamber Parque (alla francese, come l'UTMB ...).

UTLP


PARTENZA fissata al Parco Lambro, in fondo a via Feltre, all'altezza del vialetto che porta alla buca degli skateboards.
Via! I primi chilometri scorrono in piano su asfalto lungo i bei viali del parco, lungo le sponde inanimate del Lambro, con il suo inconfondibile profumo di detersivo, per poi oltrepassare il ponte della tangenziale e dirigersi, sempre su vialetti asfaltati e al riparo delle auto, verso il laghetto di Milano 2, attraverso la parte segratese del parco stesso, sconosciuta ai più e perciò deserta, ad accrescere il senso di avventura.
La prima sosta ed il "giro di boa" sopraggiungono al sesto chilometro, all'altezza di una chiesetta, al confine di Segrate con Vimodrone; l'esplorazione prosegue lungo lo sterrato e i single tracks del parco segratese di via Olgetta, immersi in una wilderness quasi surreale considerando la prossimità alla città, per poi fare ritorno verso il parco milanese lungo i vialetti ordinati di Milano 2, dove, al decimo chilometro, si colloca la seconda sosta alla fontanella di un campo di calcio.
Eccoci, dunque, di nuovo al Parco Lambro a sperimentare il trittico delle salite trail: prima quella leggera di Cima Ratto, poi la rampa spaccagambe del Piz Peder, accolti in cima da un anziano yogi, seduto in meditazione con lo sguardo fisso su un giornaletto porno; infine la lunga ascesa del massiccio del Monte Siringa, con le sue due cuspidi che si stagliano contro il cielo a pochi metri l'una dall'altra.
Finalmente in vetta ed ormai giunti al 14° km del percorso, i due esploratori stanchi ma soddisfatti prendono respiro ammirando lo sky-line di Milano alla vertiginosa altitudine di 64 metri s.l.m.
Da lì in poi la discesa a perdifiato lungo i sentieri della montagnetta fino alla buca degli skates ed infine, ancora su single track in saliscendi lungo le pendici della rigogliosa Valle delle Pantegane invasa dall'acqua, l'ARRIVO alle transenne d'ingresso del parco, dove erano partiti.
Morale: un percorso fartlek sicuramente allenante che si sviluppa in ambienti naturali diversi e stimolanti, su terreno vario e discretamente wild (... va be', per modo di dire, chi si accontenta gode), da apprezzare in tutte le stagioni.
I più curiosi possono vedere i dettagli del percorso come rilevati dalla potente strumentazione a supporto degli esploratori, cliccando qui.
Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Gennaio 2016 14:42