Pillole di Mo.Re. 2016 - Dall'infiltrato segreto Stampa
Scritto da Il Jenio Nella Lampada   
Domenica 26 Giugno 2016 23:05

Pillole di Mo.Re. 2016

(liberamente tratto dagli eventi reali della MO.RE. 2016)

La Monza Resegone è notoriamente una gara che si corre a squadre di tre persone, ma pochi sanno che al fianco del Barba, nell’edizione 2016, anzi nascosto nella sua nuovissima  e supertecnologica pila frontale, c’era un quarto runner virtuale, invitato a testimoniare ciò che sarebbe accaduto ai tre indomiti corsaioli durante l’ascesa al Resegone e quali sarebbero stati i loro discorsi, attraverso un micro camera collegata in diretta con il pc di un infiltrato di Corsa Continua. L'infiltrato è fantasioso e l'anonimato rende più audaci ed inventivi, indovinate cosa è cronaca e cosa romanzo... 

Ora che è tutto finito, che è andata alla grande, che i tre reduci sono tornati alla loro vita di sempre con la meritata medaglia e una vagonata di emozioni … è venuto il momento di raccontare alcuni aneddoti, gli unici che per ragioni di privacy è possibile svelare. Altre situazioni, caratterizzate da momenti di intima (e per il Barba talvolta intestinale) sofferenza, sono destinate a rimanere nel patrimonio riservato dei ricordi di ciascun eroe della squadra di Corsa Continua.

 

1.Il Mounta si prepara

Le squadre sono ordinatamente in fila sotto l’Arengario in attesa della chiamata, mancano tre numeri a quella di Corsa Continua, quando il Mounta, all’improvviso, confida ai due amici di ventura che il pantaloncino gli sta arrecando un intimo fastidio, perché – spiega a bassa voce al Barba  e al quarto uomo che lo ascolta da remoto – lui di solito lo porta a sinistra allungato e in su, per modo di dire .., mentre stavolta nella fretta di mettersi in coda alla partenza dopo una indispensabile sosta ai bagni, lo ha lasciato cadere a destra, a testa in giù. “…Barba mi sta venendo in sangue alla testa, cosa faccio?”, chiede il Mounta all’amico incredulo. E il Barba: “ … testina, di sicuro guardando me non si mette a posto da solo”. Intanto lo speaker chiama i tre nomi sul palco …. :”Corsa Continua ….Alberto Fantini, Fabrizio Leoni, Giuseppe Marra …” e cosa fa il Mounta? Ravàna nel pantaloncino sotto i riflettori e se lo aggiusta davanti ai fotografi e al pubblico in delirio ..…Grazie Alberto di questo primo siparietto!

 

2. Il mounta in fuga

Il Mounta non ha nessun controllo sul suo ritmo, è istinto puro. Presa la decisione di tenere i 5:25/km lo si trova a più riprese partire a 4:50/km. Il Marratoneta, preoccupato di non farcela, lo rimprovera da lontano come si fa coi bambini, il Barba va a prenderlo e gli ricorda di stare in mezzo agli altri due, per non perdersi. Attorno al 25k si incolla ad un trio con maglia verde, proprio un bel verde speranza. Il Barba va a riprenderlo e gli dice di seguirlo. Risposta del Mounta: "… ma io sto seguendo!". Peccato che seguisse i runner sbagliati. Il Barba prova a ricordargli che Corsa Continua ha la maglia bianca e rossa … Risposta: “… e va be’, ma io sono italiano ..”.

 

2. La guida del Marratoneta

E’ il km 30, il più del tratto stradale è fatto. Il clima è rilassato e il gruppo propone al Marratoneta di guidare con calma la squadra fino a Calolzio, per la prima volta dalla partenza. Il Barba si porta in terza posizione e scambia qualche parola con il presentissimo Gerardo, che li segue in moto con il cambio scarpe ormai dal km 15, il Mounta è stranamente tranquillo in seconda posizione. Dopo poco più di un chilometro una macchina si affianca, e dal finestrino il passeggero urla: “AVETE SBAGLIATO STRADA!”. C’era una deviazione a destra, ma l’emozione del comando ha fatto proseguire il Marratoneta in linea retta. Si ritorna sul percorso giusto, nella formazione usuale…
Marratoneta sostiene ancora oggi che la strada giusta fosse quella scelta da lui.

 

3. Lo sciopero del Marratoneta e la recidiva del Mounta

Nel tratto in salita verso Erve il Mounta riallunga,il Barba cerca di prenderlo e Marrapino sciopera, si ferma in mezzo alla strada e fa il broncetto, con le braccia conserte, come un bimbo cui viene impedito di giocare a palla.

E dice:"… adesso voglio vedere se rallenti, sennò arrivi da solo." Alberto si scusa e rallenta, offrendogli idealmente la palla per riprendere a giocare, il Barba – arbitro per l’occasione – sentenzia che l'accelerazione non era volontaria e non lo ammonisce. Ma sbaglia!  Infatti a 10 metri dall'arrivo c'è il fotografo. Il Barba dice al Mounta, birichino, di fermarsi un attimo per la foto di gruppo, lui annuisce ma, ovviamente, dimentica subito di aver annuito e prosegue da solo, in trance. Nella foto ufficiale il Mounta è quasi invisibile, sta scappando alle spalle del Barba!

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4. Il CollasSommo  e la pozione magica di Marratoneta

Su in Capanna le due squadre di Corsa Continua finalmente si incontrano, stremate e felici. Lo sguardo del Sommo all'arrivo appare sognante, di gioia estrema, sembra quasi in trance estatica. Forse lo sguardo perso non è solo estasi, dopo 10 minuti, infatti, collassa e viene ricoverato nel gabbiotto del pronto soccorso per una mezz'oretta. Sembra non riprendersi più, è terreo, bavetta alla bocca in uscita lenta dal lato sinistro, fino a che arriva al suo capezzale Marratoneta, il quale, davanti all’incredulità del medico e degli infermieri, gli spalma sotto il naso un unguento rossastro scuro …Miiiiii, è un tocco  di ‘Nduja che accende al Sommo le narici, prima, poi gli occhi, che diventano rossi spiritati, ed infine la bocca, che aspira la saliva e restituisce ai presenti fuoco, come un drago! Si mette seduto, prima, poi si alza e inizia a fare le flessioni sulle braccia ed infine parte di corsa in discesa verso Erve …. E chi l’ha più visto? Pare che tornando a casa si sia dovuto fermare in viale Forlanini, scendere dalla macchina e sdraiarsi per terra per i crampi. Era finito l’effetto della ‘Nduja … Grazie di tutto, Campioni!!

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Giugno 2016 23:13