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Pillole di Mo.Re. 2016 - Dall'infiltrato segreto PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Jenio Nella Lampada   
Domenica 26 Giugno 2016 23:05

Pillole di Mo.Re. 2016

(liberamente tratto dagli eventi reali della MO.RE. 2016)

La Monza Resegone è notoriamente una gara che si corre a squadre di tre persone, ma pochi sanno che al fianco del Barba, nell’edizione 2016, anzi nascosto nella sua nuovissima  e supertecnologica pila frontale, c’era un quarto runner virtuale, invitato a testimoniare ciò che sarebbe accaduto ai tre indomiti corsaioli durante l’ascesa al Resegone e quali sarebbero stati i loro discorsi, attraverso un micro camera collegata in diretta con il pc di un infiltrato di Corsa Continua. L'infiltrato è fantasioso e l'anonimato rende più audaci ed inventivi, indovinate cosa è cronaca e cosa romanzo... 

Ora che è tutto finito, che è andata alla grande, che i tre reduci sono tornati alla loro vita di sempre con la meritata medaglia e una vagonata di emozioni … è venuto il momento di raccontare alcuni aneddoti, gli unici che per ragioni di privacy è possibile svelare. Altre situazioni, caratterizzate da momenti di intima (e per il Barba talvolta intestinale) sofferenza, sono destinate a rimanere nel patrimonio riservato dei ricordi di ciascun eroe della squadra di Corsa Continua.

 

1.Il Mounta si prepara

Le squadre sono ordinatamente in fila sotto l’Arengario in attesa della chiamata, mancano tre numeri a quella di Corsa Continua, quando il Mounta, all’improvviso, confida ai due amici di ventura che il pantaloncino gli sta arrecando un intimo fastidio, perché – spiega a bassa voce al Barba  e al quarto uomo che lo ascolta da remoto – lui di solito lo porta a sinistra allungato e in su, per modo di dire .., mentre stavolta nella fretta di mettersi in coda alla partenza dopo una indispensabile sosta ai bagni, lo ha lasciato cadere a destra, a testa in giù. “…Barba mi sta venendo in sangue alla testa, cosa faccio?”, chiede il Mounta all’amico incredulo. E il Barba: “ … testina, di sicuro guardando me non si mette a posto da solo”. Intanto lo speaker chiama i tre nomi sul palco …. :”Corsa Continua ….Alberto Fantini, Fabrizio Leoni, Giuseppe Marra …” e cosa fa il Mounta? Ravàna nel pantaloncino sotto i riflettori e se lo aggiusta davanti ai fotografi e al pubblico in delirio ..…Grazie Alberto di questo primo siparietto!

 

2. Il mounta in fuga

Il Mounta non ha nessun controllo sul suo ritmo, è istinto puro. Presa la decisione di tenere i 5:25/km lo si trova a più riprese partire a 4:50/km. Il Marratoneta, preoccupato di non farcela, lo rimprovera da lontano come si fa coi bambini, il Barba va a prenderlo e gli ricorda di stare in mezzo agli altri due, per non perdersi. Attorno al 25k si incolla ad un trio con maglia verde, proprio un bel verde speranza. Il Barba va a riprenderlo e gli dice di seguirlo. Risposta del Mounta: "… ma io sto seguendo!". Peccato che seguisse i runner sbagliati. Il Barba prova a ricordargli che Corsa Continua ha la maglia bianca e rossa … Risposta: “… e va be’, ma io sono italiano ..”.

 

2. La guida del Marratoneta

E’ il km 30, il più del tratto stradale è fatto. Il clima è rilassato e il gruppo propone al Marratoneta di guidare con calma la squadra fino a Calolzio, per la prima volta dalla partenza. Il Barba si porta in terza posizione e scambia qualche parola con il presentissimo Gerardo, che li segue in moto con il cambio scarpe ormai dal km 15, il Mounta è stranamente tranquillo in seconda posizione. Dopo poco più di un chilometro una macchina si affianca, e dal finestrino il passeggero urla: “AVETE SBAGLIATO STRADA!”. C’era una deviazione a destra, ma l’emozione del comando ha fatto proseguire il Marratoneta in linea retta. Si ritorna sul percorso giusto, nella formazione usuale…
Marratoneta sostiene ancora oggi che la strada giusta fosse quella scelta da lui.

 

3. Lo sciopero del Marratoneta e la recidiva del Mounta

Nel tratto in salita verso Erve il Mounta riallunga,il Barba cerca di prenderlo e Marrapino sciopera, si ferma in mezzo alla strada e fa il broncetto, con le braccia conserte, come un bimbo cui viene impedito di giocare a palla.

E dice:"… adesso voglio vedere se rallenti, sennò arrivi da solo." Alberto si scusa e rallenta, offrendogli idealmente la palla per riprendere a giocare, il Barba – arbitro per l’occasione – sentenzia che l'accelerazione non era volontaria e non lo ammonisce. Ma sbaglia!  Infatti a 10 metri dall'arrivo c'è il fotografo. Il Barba dice al Mounta, birichino, di fermarsi un attimo per la foto di gruppo, lui annuisce ma, ovviamente, dimentica subito di aver annuito e prosegue da solo, in trance. Nella foto ufficiale il Mounta è quasi invisibile, sta scappando alle spalle del Barba!

arrivo_more 

4. Il CollasSommo  e la pozione magica di Marratoneta

Su in Capanna le due squadre di Corsa Continua finalmente si incontrano, stremate e felici. Lo sguardo del Sommo all'arrivo appare sognante, di gioia estrema, sembra quasi in trance estatica. Forse lo sguardo perso non è solo estasi, dopo 10 minuti, infatti, collassa e viene ricoverato nel gabbiotto del pronto soccorso per una mezz'oretta. Sembra non riprendersi più, è terreo, bavetta alla bocca in uscita lenta dal lato sinistro, fino a che arriva al suo capezzale Marratoneta, il quale, davanti all’incredulità del medico e degli infermieri, gli spalma sotto il naso un unguento rossastro scuro …Miiiiii, è un tocco  di ‘Nduja che accende al Sommo le narici, prima, poi gli occhi, che diventano rossi spiritati, ed infine la bocca, che aspira la saliva e restituisce ai presenti fuoco, come un drago! Si mette seduto, prima, poi si alza e inizia a fare le flessioni sulle braccia ed infine parte di corsa in discesa verso Erve …. E chi l’ha più visto? Pare che tornando a casa si sia dovuto fermare in viale Forlanini, scendere dalla macchina e sdraiarsi per terra per i crampi. Era finito l’effetto della ‘Nduja … Grazie di tutto, Campioni!!

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Giugno 2016 23:13
 
Una notte da leoni - Mo.Re. 2016 PDF Stampa E-mail
Scritto da Sommo Pradux   
Sabato 25 Giugno 2016 18:00

[TUTTO QUELLO CHE VOLEVATE SAPERE DI QUELLA NOTTE E NON AVETE MAI AVUTO IL CORAGGIO DI CHIEDERE] 

I FANTASTICI QUATTRO

…… E si, direi proprio di si è stata “una notte da leoni”, anche se mia moglie -quella Santa donna (con la “S” maiuscola) che per 3 mesi, 4 volte a settimana, mi ha lavato e stirato indumenti da corsa avrebbe apostrofato in un altro modo …… la frase in ogni caso sarebbe finita sempre in “…..oni” !!!!

…… Tutto cominciò in un freddo ed uggioso sabato di febbraio al Parco della Vettabbia, noto luogo turistico della bassa milanese, dove due ex runner (uno col bastone l’altro con il girello, di nome Sommo ed Ultimatum) mentre stavano facendo pascolare i loro cani ricordavano i vecchi tempi quando correvano giovani e spensierati nelle praterie dell’Interland della City……

In quel maledettissimo giorno Ultimatum rimembrò l’“incompiuta”, ossia la Monza Resegone del 2013, che non riuscimmo a finire in quanto dovemmo abbandonare al 37° chilometro a causa un tempo troppo alto al passaggio dal cancello di controllo di Erve (4 ore e 36 minuti). Si incominciò a parlare di quella corsa stregata, degli errori fatti, di quello che non andò bene e piano piano nell’ inconscio stava già nascendo quello spirito di rivalsa che è insito in noi runner. Ad un certo punto, mi ricordo come se fosse adesso, Ultimatum si voltò verso Il Sommo e disse: dai perché non la rifacciamo!  In quel momento i cani si bloccaronoletteralmente,gelati da quello che avevano appena sentito, la Lilly girò la testa, guardò il Sommo, ed iniziò a scuoterla dicendogli no, no, no, …. non per altro ma solo perché era sicura che non sarebbepiù tornato e Lei aveva già vissuto qualche mese della sua vita “in strada” e non voleva ritornare a fare la “trovatella”.(ricordatevi…..neanche il cane muove la coda senza un biscotto!)

Il Sommo era molto restio a questa proposta ed incominciò a prendere tempo…….Il martedì ed il mercoledì della settimana successiva fu tempestato da continui sms di Ultimatum che continuava a perseguire questa idea impossibile ….. ed alla fine, per sfinimento ma soprattutto per non perdere un amico, cedette a questa pazza pazza idea.

Il primo problema che i due dovettero affrontare, e non di poco conto, è stato quello di trovare il terzo componente della squadra. La tattica suggerì di scegliere una donna in modo tale che nella sequenza di partenza sarebbero stati nei primi Team a lasciare Monza subito dopo il via delle ore 21. Una donna, si …. ma chi?  Il primo nome a cui si è pensatofu quello del Keniano, con parrucca, calze a rete nere e borsetta (la scelta in ogni caso fu subito scartata ma non perché non avesse i requisiti richiesti ma perché in questo periodo il runnerè troppo lento e svogliato ed avrebbe fatto perdere troppo tempo). Il secondo nome più gettonato in quel periodofu quello del Mounta ….. scartatoperò subito per l’età.  Alla fine dal “cappello” uscì una geniale idea di Ultimatum: convochiamo Lara, una sua giovane collega che poi nell’ avventura prenderà il nome della Keniota di San Colombano (45kg di donna, una grinta da vendere, atleta che si allena 4/5 volte alla settimana e spesso in collina. La donna giusta per accompagnare due vecchietti!). Ultimafigura della squadra che mancava all’ appello era quella del “tattico”, pedina logistica fondamentale per una buona riuscita della corsa. Non poteva essere che Lui, Folgore; ribattezzato nell’ ultima settimana Lo Spartano per l’incredibile corsa che ha sostenuto il 5 di Giugno: la SPARTANRACE (la Sprint 13km) per chi volesse saperne di più guardi il sito http://spartanrace.it/.Basta dare un’occhiata alle prime foto del sito per capire “di che pasta” è stata questa manifestazione. Mancava a questo punto ancora un ultimo punto da smarcare il nome da assegnare al Team. I tre volevano un nome simpatico, ma che nello stesso tempo rimanesse impresso a loro ed al pubblico che li avrebbe sostenuti a Monza. Il nome lo partorì il Sommo, sempre pronto a sparar cazzate ed a correr poco: MAI MOLLARE che diventò poi nel tempo MAI MOLLARE di San Colombano (in onore della Keniota) e susseguentemente venne declinatoin modo un po’ più internazionale NEVER GIVE UP! Grossissima soddisfazione ci ha dato questo nome, siamo stati anche citati il lunedì successivo alla manifestazione sul Cittadino di Monza!  ……la stampa ha parlato di noi!…….Grandi, ……..Grandissimi! …. Noi corriamo solo per il Pubblico.

In ogni caso in quel momento c’era sempre nel cuoredel Sommo la speranza di non essere estratti in fase di iscrizione!

Il mese di febbraio, di marzo e metà del mese di aprile passarono abbastanza bene tra Tapasciate ed una serie di lunghi perché, questo non lo si era ancora detto, Il Sommo si era iscritto nel frattempo alla sua prima UltraMaratona: La 50KM dell’Adda, la mitica Lecco/Cassano d’Adda. E proprio quel giorno il 25Aprile all’arrivo di questa manifestazione, subito dopo aver terminato la sua prima impresa podistica del 2016, arrivò il Monta dicendo a tutti che loro (ossia l’altra squadra di Corsa Continua) erano stati estratti ed avrebbero partecipatoalla Monza.Resegone Edizione 2016. Il Mounta era contentissimo, come un bambino quando gli viene regalato dalla mamma un CiupaCiupa; ci teneva troppo a partecipare a questa corsa! Naturalmente da bastardo Il Sommo non disse niente e si complimentò con Lui facendogli i migliori auguri per la corsa che avrebbe fatto e gli disse: “beato Te che farai un’impresa di questo tipo, Tu si che sei un vero uomo, io non arriverò mai alla Capanna!”. Lui gongolava! Lui Godeva …. Ma non sapeva….., non sapeva che ci sarebbe stata un’altra squadra di Corsa Continua al via.

Al pomeriggio, dopo la doccia, Il Sommo si precipitò a Pc per verificare se anche i MAI MOLLARE eravamo stati presi …….  Ebbene si! c’erano anche loro!Il Sommo non aveva ancora iniziato a digerire e godesil’avventura appena terminata e si trovava già catapultato in unaltro casino, che sapeva essere molto ma molto più massacrante di quello da cui era appena uscito. La prima cosa che fece fu quella di chiamare Ultimatum. Appena sentì la notizia Ultimatum, finì di fare lo splendido e la sua risposta “di pancia” fu la seguente: “C….o. ci hanno presi, Me….a !” (penso proprio che abbiate capito, ulteriori decodifiche sono inutili)  ….ed adesso cosa facciamo? Parola d’ordine: non diciamo niente a nessuno e prendiamo tempo, mancano ancora un paio di mesi poi vedremo. Ma soprattutto l’ordine di scuderia era quello di non dire niente al Mounta! In quel momento nacque su WhatsApp il gruppo NEVER GIVE UP, amministratore Ultimatum.

I due mesi di duro allenamento passarono abbastanza velocemente, ve li risparmio. Unico punto di rilievo fu l’entrata in gioco del personal trainer assunto dal Sommo: lo scudiero Paolino che pazientemente lo ha accompagnato in questo cupo e durissimo periodo fatto di chilometrie chilometri corsi per le strade di Milano.

E siamo a sabato 18/giugno! Tutto era pronto! La tensione nei giorni precedenti era salita a mille. Nell’ ultima settimana ogni giorno veniva scandito il conto alla rovescia e finalmente eravamo arrivati al dunque, ormai non si poteva più scherzare, mancavano pochi minuti al via; concentrazione al massimo!

Dopo le foto di rito con i compagni di battaglia, Ultimatum, Lara, Il Sommo, Il Barba, Il Mounta e Marrapino si appropinquavano a partecipare alla 56° edizione della Storica MonzaResegone ed entrare nella storia di questa corsa.

Ore 21:18 lo speaker chiama al microfono il Team 59, salgono sulla scaletta del podio i tre mitici atleti del gruppo MAI MOLLARE, sulla sinistra il Sommo, al centro la Keniota di San Colombano, a destra Ultimatum con la bandana nera. Pubblico in deliro! dalla Curva Sud partoni i primi petardi …. 1, 2, 3, via! si parte!  Ed adesso bisogna solo pensare a correre a correre e niente più! vai finché non ti scoppia il cuore!Il primo chilometro è il più emozionante si corre su di un tappeto rosso in un viale transennato con tantissime persone a bordo transenna che ti incitano, ti spronano tutti con le mani aperte che Ti chiedono di dare il classico 5, fantastico, che emozione, le gambe vanno da sole Ti sembra di volare …… ma è solo l’inizio ed i tre atleti lo sanno ed appena usciti da Monza, quando tutti i fotografi ormai avevano fatto il loro dovere, abbassano immediatamente l’andatura e si posizionano tra i 5:30 ed i 5:40.

Da questo momento il Team è in mano al Tattico (Lo Spartano) che incomincia in bici a seguirci ed a dettare i tempi facendo accelerare o decelerare i tre quando sforavano dalla forbice dei tempi impostati per i primi 15km. Nessuno parla, tutti concentrati e questo è un bene la strada è lunga e faticosa. Siamo al rifornimento del15°km la temperatura è perfetta ma gli atleti sanno che da questo punto per circa 5 km dovranno correre in leggera salita sino allo scollinamento del 21°km a Merate. La leggera salita si fa subito sentire soprattutto lo si vede dal tempo al chilometro che sale e soprattutto lo si nota perché il tattico si sta innervosendo …..tanto Lui è in bici (e qualcuno gli sussurra : è sempre bello fare il frocio con il C…. degli altri).  Il sommo incomincia a rimanere indietro, il tattico lo guarda con uno sguardo inquietante, Il Sommo riprende a correre e raggiunge subito gli altri due e “chiude lo strappo”.

Finalmente si scollina siamo a metà gara (di una gara normale, non della Monza Resegone). Lo Spartano lancia la nuova strategia, è discesa dovete recuperare il tempo perso in salita, su con quelle gambe! sbrigatevi! alzate le chiappe! ……tanto Lui è sempre in bici!

Siamo al 25°Km la fatica si incomincia a far sentire mentre il tattico diventa sempre più cattivo, non arriva ancora all’insulto ma è molto vicino. State perdendo troppo tempo, andate troppo adagio dovete recuperare, rischiate di non arrivare nelle 3 ore e 12 a Calolziocorte al 32° chilometro, in salita non recupererete più il tempo perso. Il Sommo lo odia sempre di più. Ultimatum inizia a soffrire ma non dice niente (anche Lui teme il Tattico), mentre la Keniota di San Colombano si volta e dice: sono stufa di fare la badante a due anziani, con Voi non corro più!   ……che vita! ..ma chi ce l’ha fatta fare!

Siamo al 28°Km, il tattico si stacca aumenta la velocità e si allontana. Lui sa che in questo momento la sua figura diventa fondamentale. Raggiunge la macchina al parcheggio di Calolzio prende i cambi e ci aspetta alla Biblioteca. Aveva organizzato talmente bene questo cambio che prima della partenza ci aveva fatto vedere la foto aerea di dove dovevamo aspettarlo. Che bello senza Tattico si stava benissimo i più bei 4 chilometri della Monza.Resegone I treli avevano corsi tra il 28 ed il 32°Km …… avevano anche camminato per 200mt (sembrava un Tapascio). Però Lui non l’ha mai saputo se non leggendo adesso il racconto!

Siamo al 32°Km ecco il Tattico sullo sfondo che si sbraccia per farsi vedere e velocizzare il cambio, i tre arrivano si cambiamo la maglia, mettono la luce in testa ed al volo ripartono, la prima parte della corsa è finita ed incomincia la salita. I tre devono arrivare ad ERVE entro le 4 ore e 15 altrimenti verrebbero squalificati e da qui inizia una nuova corsa ma con 32 chilometri già sulle gambe. I primi 5 chilometri di salita si dividono in due parti: la prima molto dura,il percorso prevede che vengano tagliati i tornanti utilizzando una mulattiera in ciottolato molto ripida con strappi interessanti, la seconda su di una strada in asfalto sino al cancello di ERVE. Nella prima parte Il Sommo incomincia a barcollare incomincia a dare i primi sintomi di cedimento ma si scuote, reagisce e supera il periodo di crisi anche se è accompagnato da un continuo mal di stomaco. Al 36° rivediamo il tattico, che nel frattempo era andato a portare in macchina i cambi effettuati, era furioso, una iena urlava come un forsennato siete in ritardo non ce la farete mai, state vanificando tutta la fatica che avete fatto sino ad ora. Semplice per Lui, …..era sempre in bici! Però in quel momento I tre iniziavano a capire che avrebbero potuto anche non arrivare a tempo. Il Sommo ricominciava a barcollare, il male alle gambe si incominciava a far sentire e spuntavano quei dolorini ai muscoli che i runner conoscono come l’anticamera del crampo. Manca ancora un chilometro sembra un’eternità anche perché è in salita. I tre stringono i denti, si incominciano già a sentire le prime voci e si intravedono le luci del paese di ERVE, bisogna farcela! si stringono i denti, si soffre ma si va avanti. Svoltata una curva in fondo al rettilineo si vede il “gonfiabile del CREDITO VALTELLINESE” che sancisce il passaggio del 37° chilometro, si può fare! Il tattico, grida, impreca! I tre stringono i denti si tengono per mano (anzi no, bisogna essere onesti, tirano e sorreggono Il Sommo che sta entrando nuovamente in crisi) e finalmente con un sforzo notevole passano il cancello: 4 ore 13 minuti e 50 secondi. ……. per un pelo!  (ed è l’1 e 35 di notte)  …..ma nessuno poteva ancora immaginare cosa non avessero dovuto soffrire I tre runnersnegli ultimi 5 chilometri.

Una Via Crucis …. non con la croce in spalla (magari!), …..ma con il Tattico dietro le costole. Infatti in quel momento il tattico molla la bici e decide di accompagnare un bastone in mano, non vi immaginate la paura che i Tre hanno preso in quel momento, Il Team alla Capanna.

Passato il controllo si tira un attimo il fiato ed il Tattico, non sembra, ma diventa anche simpatico ……Si attraversa il paese di Erve, sempre tra due ali di folla che urlano, incitano sino ad arrivare al mitico ponticello che divide il Paese dall’ inizio del sentiero. ……. E sotto, nelle gelide acque del torrente, si intravede già la cupa figura di Caronte che Ti aspettava ansioso per portarti “dall’ altra parte” !

Riparte la salita, Riparte la fatica!

Dopo un primo pezzo duro, ma rispetto al successivo paragonabile ad una passeggiata, I tre si immettonosul “Prà di Rat”.E’ buio, molto buio, non si vede niente, non so se per la fatica o perché la luce illumina poco. La salita si inerpica su di un sentiero roccioso, con pietre scivolose in quanto vi era parecchia umidità e la temperatura (vista anche l’ora) si aggirava intorno a 7°. Non si cammina,ci si aggrappa ai pochi alberi sparsi lungo il percorso e si sale, si sale e si soffre, si soffre, le gambe cedono non si alzano più ed il Sommo ècostretto ad alzarle aiutandosi con le mani, una fatica inenarrabile.

Il Sommo è stravolto, straparla e con un filo di voce continua dire, “BASTA, BASTA … NON CE LA FACCIO PIU’ “, Ultimatum non risponde, non sorride anzi sul suo viso scende una lacrimuccia per la fatica ….. si ma di sangue ! L’unica che continua con un fare leggiadro è la Keniota di San Colombano che saltella da un sasso all’altro e non capisce perché Il Sommo ed Ultimatum facciano così tanta fatica. Ed il Tattico….. Il Tattico è fuori di sé (come il suo solito); gli amici che lo conoscono meglio capiscono che sta per uscire la sua parte peggiore. La frase più elegante che si è sentita dire Il Sommo in quel momento è stata: “se non alzi quelle gambe e non continui con un ritmo decente incomincio a prenderti a calci nel C… da qui sino alla Capanna Monza ,…..figuratevi il resto!  E si sale, si sale e si soffre si soffre!

Gli ultimi 15 minuti prima di arrivare alla Capanna sono stati una vera e propria agonia. Il Tattico che urla, Il Sommo che straparla, Ultimatum che incomincia a barcollare …..meno male che c’è la Keniota di San Colombano che tiene alto il morale. Mancano ormai poche decine di metri all’arrivo, si sentono già le voci dei runner arrivati e dello speaker con il microfono …..ma sarà vero o siamo già in Paradiso, questa è la domanda che si pongono tutti !  ….Ed il tattico continua ad urlare, si sentiva solo Lui nella valle, imprecava !  …..manca poco siamo fuori tempo massimo , correte, correte ! Il Sommo lo odiava!

Ultimi gradoni, ormai è fatta, chi ha avuto la fortuna di arrivare alla Capanna sa benissimo che cosa si prova in questo momento.

I Mai Mollare hanno tagliato il traguardo in: 5ore 58minuti 16 secondi – 42 km sono fatti

Ma non è finita qui, anzi qui inizia la parte tragica o patetica dell’avventura.

Appena passato il “cancello” dell’arrivo Il Sommo crolla a terra, subito soccorso da Ultimatum, dal Tattico e da due energumeni della Croce Rossa. Fa fatica a respirare, gli mancano le forze, ha la faccia bianchissima. Lo fanno alzare e cercano di portarlo a braccia all’ interno dove è stato posizionato il presidio medico. Appena entra, essendoci un caldo bestiale, peggiora la situazione, lo riportando all’ esterno e lo sdraiano su di una gelida panchina di marmo coprendolo con una coperta termica.In quel momento arrivano i tre con Corsa Continua (Il Mounta, Il Barba e Marrapino) stravolti, stanchi, ma felicissimi. Incrociano il Sommo sdraiato, lo affiancano. Il Sommo intravede solo delle ombre non li riconosce visivamente, sente solo le loro voci. Il Mounta: …..questa volta non ce la fa, lo perdiamo ! Il Barba:….E’ veramente messo molto male, forse è il caso di chiamare la moglie! Marrapino…. Lo ricorderemo come un grande amico, ha fatto tanto per Corsa Continua poi scappa all’interno della Capanna ed incomincia a piangere. Il Sommo a questo punto, essendo già su di un gelido giaciglio, ha la netta sensazione di trovarsi in uno di quei “salottini” delle Pompe Funebri San Siro.

E nel frattempo il Tattico cosa fa? va a prendersi un panino con la salamella ed una birra! Dopo quindici minuti riappaiono i due energumeni e chiedono al Sommo come si sente, Il Sommo non risponde scuote la testa annuendo, continua a tremare dal freddo dalla stanchezza …….

I due energumeni lo portano all’ interno dove era stata allestita una sala con cinque posti letto. Se dico “posti letto” uno potrebbe anche intendere 5 letti uno a fianco all’ altro invece erano cinque materassi distesi per terra, affiancati uno all’altro con una tenda bianca che chiudeva la vista ai passanti, sembrava di essere in un ospedale da campo in Cambogia. Il Sommo si sdraia. L’ “ostello” era già tutto pieno infatti due runner erano sdraiati con la flebo, una ragazza con gli occhi sbarrati sembrava che stesse pregando bisbigliando qualche cosa all’ infermiera e l’ultimo dormiva …… almeno questo sembrava. Arriva il Medico e chiede al Sommo come si sente, ed incomincia a domandargli le generalità per compilare la scheda di “ricovero”. Vengono misurati i primi valori della pressione, Il Medico è perplesso, rimisura i valori e si allontana borbottando qualche cosa …. Incuriosito, con quel poco di forza che gli rimaneva, Il Sommo chiama il medico e chiede quali valori avesse trovato: Massima 82 Minima 40.  Allora il Sommo capì che era stato proprio molto fortunato ad arrivare. E sono le 4:30 del mattino!  Verso le 5 si nota parecchia agitazione all’ interno della Capanna stanno portando dentro uno degli ultimi runner arrivato, sorretto da due suoi compagni di avventura a torso nudo, è una maschera di sangue. Il medico toglie la maglietta dalla testa del ferito, che servivaa tamponare il sangue che continuava a zampillare dalla ferita,per cercare di capire come potesse aiutarlo. Era caduto ad un centinaio di metri dal traguardo in un dirupo per una ventina di metri ed era stato soccorso e riportato sul sentiero di gara dai suoi compagni. Prima diagnosi del medico 30 punti di sutura e trauma cranico. Abbiamo poi saputo del Cittadino di Monza che i punti applicati sono stati 50. Il runner (aveva 61 anni) era un professore ed il giorno susseguente era in commissione per seguire gli esami di maturità dei suoi alunni. La botta presa era troppo forte. E’ stato chiamato l’Elisoccorso da Como ed è stato prelevato alle 6 del mattino in elicottero. ….. Anche questa è la Monza.Resegone!

E’ un po’ di tempo che non vi parlo del Tattico, ….  e Lui cosa stava facendo ? Scommetto che lo state già immaginando; “si stava di nuovo innervosendo” in quanto eravamo lenti a smaltire la fatica e Lui doveva scendere ad Erve, prendere la bici, ed andare a Cinisello a correre la 10km al Parco Nord con la figlia! Incredibile, un uomo senza pietà! ….. Non Vi parlerò più di Lui, anzi no. Abbiamo saputo dalla PolStrada che al ritorno (probabilmente per la stanchezza, ma questo non lo ammetterà mai) ha sbagliato strada, ha imboccatoerroneamente in bici la Tangenziale Est, pensando di far prima ed è stato pizzicato dalla Polizia. Finalmente la giustizia ha fatto il suo corso!

Sono le 5:45 decidiamo di scendere, si vedono le prime luci dell’alba: L’Alba dei Morti Viventi.

Ci aspetta ancora 1:30 di sentiero in discesa, ancora 7 km poi è finita. I muscoli delle gambe sono dei pezzi di legno, il sentiero è ripido e scosceso, si cammina (anzi ci si trascina) verso valle, il fango e l’acqua ci fanno compagnia nella discesa. I tre attraversano per ben tre volte il torrente, acqua gelida sino al ginocchio, scarpe gonfie di acqua ma è quasi finita, non sembra vero ma là in fondo si intravedono già le prime case di ERVE!

Siamo in paese, II tre aspettano ansiosamente la navetta che li porterà ad Erve, si voltano ed alle loro spalle vedono il Resegone, “La Bestia” è stata scalata in una condizione alquanto difficile, sono stati veramente bravi quei Tre!

Siamo ormai a Monza I tre si salutano, si abbracciano, si complimentano uno con l’altro e salgono sulle auto per tornare a casa, stanchi, stravolti ma felici.

PS: ultimo aneddoto da raccontarVi è quello che è successo al Sommo all’ uscita di Viale Forlanini all’altezza dei tre ponti. Stava procedendo verso casa, ancora stravolto ma soddisfatto dell’impresa, quando è stato colpito da un crampo alla gamba sinistra. Dolore lancinante, come se avesse un Rottweiler attaccato al polpaccio sinistro. Blocca la macchina, accende le quattro frecce, e si sdraia per terra sul marciapiede. Una scena bruttissima, patetica, da non far vedere neanche ai bambini (spettacolo da fascia protetta)…..meno male che non è passato nessuno che lo conosceva. Piano piano, dopo circa 10 minuti di massaggi e movimenti di stretching riesce a rialzarsi riprendere la macchina e tornare a casa.

Ragazzi, che avventura!

E’ stata una faticaccia, è una corsa che ti lascia il segno oltre che fisicamente anche che psicologicamente, ma che ti fa capire sino a che punto ti puoi veramente spingere sia con la forza fisica che con la forza della mente. E proprio per questo vi dico che questa sarà l’ultima volta che Il Sommo parteciperà alla Monza Resegone, questa volta Il Sommo ha capito che è stata una fortuna aver portato a casa la pelle e non lo dice adesso ad una settimana dalla chiusura della manifestazione ma lo dice perché ne è veramente convinto.

Spero di non avervi troppo annoiato con queste righe scritte di “pancia” ma se posso darVi un consiglio fatela perché è un’esperienza unica, perché questa corsa….non è una Maratona, …..non è una Ultramaratona, …….

                                                                                       È la MONZA RESEGONE

 

 
Edizione ZERO del "Giir del PUT" PDF Stampa E-mail
Scritto da Jerid   
Domenica 17 Aprile 2016 12:24
C'è sempre un'edizione "zero" e stavolta, domenica 17 aprile, a sperimentare il PUT (Panoramic Urban Trail) c'erano sei corsaioli, pronti a sgambettare per le bellezze di Milano: capitanati da un'energica e frizzante MariSirna, ecco, subito dietro di lei, il Barba, quindi il Mounta con Marratoneta e Jerid, selezionatore del percorso. Ma soprattutto (vista l'eccezionalità dell'evento) voilà monsieur Carnibàl, d'ora in poi "the Revenant", fresco reduce dal premio Oscar, sfilato dalle mani di Leonardo Di Caprio in ragione degli indubbi, maggiori meriti conseguiti dal nostro campione ragusano, capace stamattina - parole sue - di scappare nudo all'alba dalle lenzuola senza svegliare la severa e vigile (aggettivo) mogliettina. Al buio, poverino, terrorizzato dall'essere scoperto, anziché il pantaloncini da corsa ha indossato quelli da bici, con pattellone ingombrante che ne ha condizionato l'incedere, già incerto, lungo la quindicina di chilometri del giro. Eppure è riuscito a tenere il ritmo indiavolato dei primi, grazie all'eccezionale cilindrata che l'ha reso famoso nel gruppo, al punto da meritarsi l'ulteriore appellativo di OSGM "organismo siculo geneticamente modificato".
E gli altri? Tutto regolare, gruppo compatto discretamente in forma, al ritmo di 5' al km, circa.
Ma per andare dove? Ecco il percorso: si parte dalla comoda e sicura pista ciclabile dell'ariosa via Vittor Pisani, per affrontare poi due giri dei Giardini Pubici (si .. pubici, perché un giro, da solo, lungo il perimetro del parchetto è obbiettivamente un po' del catso), poi si prosegue verso piazza del Duomo attraverso Corso Venezia, piazza San Babila e corso Vittorio Emanuele, in quasi totale assenza di folla, perciò tutto molto affascinante.
Quindi via Dante e il Castello, attraversato all'interno, bello ...!, per sbucare in piazza del Cannone e proseguire tra i vialetti sterrati del Parco Sempione, fino alla pausa fotografica all'Arco della Pace (finalmente!). Poi si rientra nel parco per circum-correre l'Arena, destinataria dei tanti ricordi legati agli arrivi della Stramilano, e si esce verso Largo La Foppa, quindi Corso Como, con foto di gruppo ai piedi della salitella "spacca-cuore", affrontata poco dopo in allungo verso piazza Gae Aulenti, con vista mozzafiato (è proprio il caso di dirlo) sul fantastico ed imponente grattacielo Unicredit.
Infine la discesa trail nel "campo di grano", davanti al panorama del grattacielo Lombardia, e l'ennesimo allungo in risalita verso la stessa piazza, con il Bosco Verticale alle spalle, per poi concludere il giro attraversando il nuovo ponte dell'auditorium e il "giardino delle meraviglie" ai piedi del grattacielo Diamante.
Saluti e baci in via Vittor Pisani, tra gli applausi di Joe Bastianich e gli sguardi arrapati di Belen rivolti al Mounta. Si si, tutto vero, proprio davanti al loro locale.
Grazie raga, ma quanto ci siamo divertiti ...!? 
Non è mai un giorno qualsiasi

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Aprile 2016 17:59
 
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